Saturday, November 21, 2009

A proposito di Beppe Grillo e di internet democracy

(ore 9) Finalmente (finalmente? forse me ne pentirò tra qualche minuto) è iniziata la sessione del convegno che riguarda il diritto. Quello che mi colpisce di questo convegno è la sua apertura internazionale.
Voglio dire: è un convegno organizzato con pochi fondi, sono in una piccola università, in un piccolo Paese europeo e ci sono persone da tutto il mondo. La lingua ufficiale del convegno è l’inglese.
Perché in Italia è (quasi) impossibile organizzare cose come queste?
Perché dobbiamo sempre parlare tra italiani, magari dell’Italia? Perché bisogna sempre invitare le solite persone, solo perché sono ordinari, importanti relativamente alla politica accademica, ecc.?
L’età media qua è molto bassa. Credo intorno ai 35, considerando che ci sono 3-4 persone che alzano la media. E non c’è differenza tra relatori e pubblico. Tutti sotto i quaranta, alcuni che non raggiungono i trenta.
Uno dei maggiori problemi della nostra università è la mancanza di apertura verso l’esterno, il suo assurdo provincialismo. A Salerno, nella mia facoltà, siamo un centinaio di persone e tutti italiani. La maggior parte di noi sono meridionali (credo più del 90%).
Davvero abbiamo molto da imparare, anche dalla Repubblica Ceca.

(ore 12) Ho ascoltato una relazione molto stimolante di una collega che lavora a Pisa al Sant’Anna. Nella sua relazione ha messo in evidenza la correlazione tra i posti nei quali sono stati eletti dei candidati appartenenti alla lista di Beppe Grillo e l’accesso ad internet. Importante anche se si tratta di un accesso quotidiano o semplicemente di internauti occasionali. È anche significativo che Grillo abbia molto successo nelle regioni del Centro Italia dove la sinistra è tradizionalmente forte. Questo riflette, chiaramente, la crisi della sinistra (a livello non solo italiano, ma europeo) e lo smarrimento degli elettori, che si riconoscono nel programma politico di Grillo (ambiente, resistenza contro la privatizzazione dell’acqua, riduzione dei privilegi per i politici, ecc.), per quanto populista esso sia, ma che non si riconoscono più nei programmi della sinistra (alzi la mano chi è in grado di dirmi 5 punti del programma di Bersani o di quello di Franceschini, io ne ricordo qualcuno del programma di Marino).

Posted by Giovanni Maria Riccio in 15:49:03 | Permalink | No Comments »